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Il biologico non ha la puzza sotto il naso

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michelleobama2Mentre si celebrava l'Earth Day, lo scorso 22 aprile, e gli esperti discutevano a livello mondiale del binomio ambiente-crisi economica, la signora Michelle Obama, felicemente impegnata nel suo orticello biologico nei giardini della Casa Bianca...

... riceveva una lettera quasi minacciosa da parte della MACA, la Mid-America Croplife Association, che se la prendeva in quella missiva proprio con quell'orticello, non tanto per l'orticello in se, ma per tutto quello che poteva derivare, a favore delle produzioni biologiche in America e nel mondo, dalla scelta della first lady.

Va precisato che la MACA rappresenta in America le aziende chimiche del comparto verde, per lo più preoccupate della piega ambientalista presa dall'amministrazione Obama. Il testo della lettera è stato diffuso dalla Casa Bianca. Della parola "pesticidi" non v'è traccia, vi si leggono espressioni come "prodotti per la protezione delle colture" e si spiega che, grazie ad essi, un ettaro di terra può produrre 40 tonnellate di fragole o 200 mila cespi di lattuga e che un contadino medio può sfamare 144 americani. Nessun cenno  - ovviamente - al record americano dell'obesità giovanile dovuto a cattiva alimentazione.

Questo episodio è molto significativo. E' l'esempio di quanto sta in parte avvenendo e più ancora avverrà su vasta scala: lo scontro tra due concezioni, tra due stili, tra due modelli di sviluppo.
Chi ha scelto il biologico dovrebbe scrivere lettere di solidarietà a Michelle Obama, dovrebbe dirle di andare avanti con il suo orticello e - di più - dovrebbe fare di Michelle l'ambasciatrice del biologico a livello mondiale, invitarla a pubblici convegni ed altro.
Il biologico deve imparare a curare i propri interessi fino in fondo, deve fare marketing, non può non cavalcare situazioni così favorevoli, così eccezionali.

O il biologico è snob, ha la puzza al naso?
No, il biologico è amore per la terra. E ciò non è affatto snob.

Antonio Felice
 

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