Stretta sul falso "naturale" e "biologico" nelle pubblicità dei cosmetici francesi. Lo prevedono le nuove disposizioni dell'ARPP (Autorité de Régulation Professionelle de la Publicité).
Può essere "naturale" solo un prodotto con almeno il 95% di ingredienti realmente naturali, può fregiarsi, nella pubblicità, del termine "biologico", solo il prodotti certificato da un organismo di certificazione ( o sviluppato seguendo un protocollo rigoroso riconosciuto) o con una quantità pari al 100% di ingredienti certificati. Sono queste le nuove disposizione in materia di pubblicità previste dall'authority francese, rese necessarie dal sempre maggior interesse da parte dei consumatori verso i prodotti di bellezza e per la cura della persona di qualità, troppo spesso tratti in inganno da messaggi promozionali ambigui se non addirittura fraudolenti.
Ma se esiste il dolo che si ripercuote sia sui veri produttori di cosmesi naturale e biologica che sulla pelle dei consumatori, non vi è reato. Le regole che disciplinano la pubblicità, in Francia, non hanno ripercussioni legali, come avverte Joseph Besnainou, direttore generale del'Arpp, puntualizzando però che solitamente vengono rispettate.
Grande attenzione anche alle forme di marketing che enfatizzano l'assenza di un ingrediente "potenzialmente" dannoso, come "biosfenolo free". Sono sempre più i prodotti che utilizzano questa strategia, ma secondo le nuove regole sarà ancora possibile farlo solo se è reale l'assenza dell'ingrediente e se ciò comporta benefici concreti.




