La storia di un piccolo caseificio biologico, in forte difficoltà economiche e abbandonato dalle banche, "salvato" dai gruppi di acquisto equo solidali. Un'esperienza di finanza dal basso che dimostra tutti i limiti delle politiche degli istituti di credito.
"Bastava un altro fido, servivano in tutto 150mila euro. Ma nessuno degli istituti di credito cui mi sono rivolto mi ha dato quei soldi," ha spiegato ai giornalisti del Corriere della Sera, Massimo Tomasoni, titolare con i fratelli del caseificio di famiglia, una realtà produttiva - soprattutto grana padano - con una storia di 200 anni alle spalle a Gottolengo tra Brescia e Cremona.
"Ci siamo convertiti al biologico dal 2000 al 2004. Il fatturato che nel 2003 era di 2,5 milioni, passa a 300mila euro l'anno successivo, per poi risalire al milione del 2008. Il 45% del prodotto è rivolto ai gruppi del Gas, il resto a distributori italiani e stranieri". Poi "il prezzo del latte, è cresciuto del 25% in pochi mesi. C'erano esposizioni con le banche per un milione e seicentomila euro circa, in parte ipoteche sullo stabilimento e in parte garantiti da pegno sul prodotto. In più avevamo forme di grana in stiva per tre anni: troppi, e quasi 27mila euro di costi per il magazzino, perché il formaggio ha bisogno di stagionare".
Di fronte ad una situazione sempre più drammatica, il produttore decide di informare, via mail, i clienti. La sera stessa la prima risposta "Non preoccuparti, studiamo insieme una possibile soluzione", scrivono i clienti del Gas. "Per me è stato il segnale della svolta - ha spiegato l'imprenditore - erano spariti tutti, i miei clienti però rispondevano". 85 gruppi, quasi mille famiglie tra Bergamo, Brescia, Como, Lecco e Milano hanno comprato in anticipo di 36 mesi le forme di grana: il tempo necessario per la stagionatura del formaggio.
"Difficile trovarne un altro biologico, e ci vuole troppo tempo per convincerne uno tradizionale a diventare biologico", spiegano le famiglie del Gas che, convocata una riunione, decidono di finanziare Tomasoni raccogliendo 110mila euro come anticipo sulle forme di grana. Il resto lo mette una cooperativa finanziaria solidale per il microcredito: la Mag2.
"Nel 2002 ho venduto ai Gas 6mila euro di formaggi; quest'anno nei primi tre giorni di aprile ne ho già incassati 9 mila": è questa la morale della storia.


